Pagina:Olanda.djvu/27

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l’olanda. 15

sero in tutti i tempi; essere infine di tutti i popoli del settentrione quello che, benchè procedendo sempre nella via della civiltà, ha serbato più netta l’impronta antica.

Ma basta anche rappresentarsi alla mente la sua forma, per comprendere che questo paese di tre milioni e mezzo d’abitanti, benchè fuso in una così compatta unità politica, benchè riconoscibile fra tutti gli altri popoli del Nord a certi tratti comuni agli abitanti di tutte le sue provincie, deve presentare una varietà grande. E così è in fatti. Tra la Zelanda e l’Olanda propriamente detta, fra l’Olanda e la Frisia, tra la Frisia e la Gheldria, tra la Groninga e il Brabante, malgrado tanti vincoli comuni e la vicinanza grandissima, non v’è meno differenza che fra le provincie più lontane dell’Italia e della Francia: differenza di lingua, di costumi, di carattere; differenze di razza e di religione. Il regime comunale ha impresso a questo popolo un carattere incancellabile, perchè in nessun paese fu conforme come in questo alla natura delle cose. Il paese è diviso in parecchi gruppi d’interessi dallo stesso organismo del sistema idraulico. Quindi associazione e mutuo soccorso contro il comune nemico, il mare; ma libertà delle forze e delle istituzioni locali. La monarchia non ha estinto l’antico spirito municipale, ed è questo spirito che rese impossibile la completa fusione dello Stato in tutti i grandi Stati che ne fecero la prova. I grandi fiumi e i golfi profondi sono nello stesso tempo vie di commercio