Pagina:Olanda.djvu/285

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HAARLEM. 273

zarsi in mezzo alla piazza di Haarlem come uno spettro vendicatore. Su questa quistione, che durò per secoli, si scrisse in Olanda e in Germania un’intera biblioteca; fino a pochi anni sono, rimaneva ancora incerto dinanzi a quale delle due statue, quella di Magonza o quella di Haarlem, il viaggiatore dovesse levarsi il cappello: la Germania respingeva con supremo disdegno le pretensioni olandesi; l’Olanda, benchè con voce di meno in meno sicura, respingeva ostinatamente le pretensioni germaniche. Ma pare ora che il nodo della quistione sia stato sciolto per sempre. Il dottore Van der Linde, olandese, ha pubblicato un libro intitolato: La leggenda del Coster, letto il quale, a detta degli stessi Olandesi, non si dà maggior fede al Coster inventore della stampa che non se ne dia al Tubalcain inventore dell’uso del ferro od al Prometeo rapitore del fuoco. Per conseguenza la statua del povero Coster potrà esser fusa quando che sia in un bel cannone da spedirsi a dar consigli ai pirati di Sumatra. Ma all’Olanda rimarrà pur sempre, nel campo della tipografia, la gloria incontestata degli Elzevirs, e l’onore invidiabile d’aver stampato quasi tutti i grandi scrittori del secolo di Luigi XIV, d’avere diffuso in Europa la filosofia francese del XVIII, d’aver accolto, difeso, propagato il pensiero umano proscritto dal dispotismo e rinnegato dalla paura.


Nel palazzo municipale v’è un Museo di Pittura che si potrebbe chiamare il Museo di Franz Hals,