Pagina:Olanda.djvu/298

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286 HAARLEM.

circondata di giardini, i quali verso la fine di aprile e il principio di maggio si coprono d’una miriade di tulipani, di giacinti, di garofani, di auricole, d’anemoni, di ranuncoli, di camelie, di primavere, di cacti, di pelargonii, che formano intorno ad Haarlem una immensa corona cui i viaggiatori di tutte le parti del mondo rapiscono un mazzetto passando. Il giacinto, in questi ultimi anni, è salito in grande onore; ma il tulipano è ancora il re delle aiuole e il supremo amore dell’Olanda. Converrebbe poter cangiare la penna col pennello del Van Huysum o del Menendez, per descriver la pompa di quei colori arditi, lussuriosi, sfolgoranti, i quali, se le sensazioni dell’occhio si potessero paragonare a quelle dell’udito, si direbbe che son come grida e risa di gioia e d’amore nel silenzio verde dei giardini; e che danno al capo come la musica fragorosa d’una festa. Vi si vede il tulipano duca di Toll; i tulipani detti precoci semplici, di più di seicento varietà; i doppi precoci; i tardivi, divisi in unicolori, in fini, in sopraffini, in rettificati; i fini, suddivisi ancora in violette, in rose, in bizardi; poi i mostruosi o pappagalli, gl’ibridi, i ladri; classificati in mille ordini di nobiltà e d’eleganza; tinti di tutte le sfumature che può concepire la mente umana; macchiettati, striati, orlati, variegati, colle foglie a onde, a frangie, a festoni; decorati di medaglie d’oro e d’argento; distinti con mille nomi di generali, di pittori, di uccelli, di fiumi, di poeti, di città, di regine, e mille aggettivi amorosi e spavaldi, che ram-