Pagina:Olanda.djvu/402

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390 HELDER.

città, ha una rada nella quale gettan l’áncora i vascelli da guerra e i grandi bastimenti della compagnia delle Indie. Da questa rada partirono sulla fine del secolo decimosesto i bastimenti dell’Heemskerk e del Barendz per il memorabile viaggio che fornì al poeta Tollens il soggetto del suo bel poema L’invernata degli Olandesi alla Nuova Zembla.

Ed ecco in breve quella storia dolorosa e solenne, come fu narrata dal Van Kampen e cantata dal Tollens.

Non potendo ancora gli Olandesi, sulla fine del secolo decimosesto, lottare fronte a fronte cogli Spagnuoli e coi Portoghesi per impadronirsi del commercio delle Indie, pensarono di cercare una nuova via, a traverso i mari artici, per arrivare in minor tempo ai porti dell’Asia orientale e della China. Una società di mercanti olandesi affidò l’impresa avventurosa ad un esperto marinaio di nome Barendz, il quale partì con due bastimenti dall’isola di Texel, il 6 giugno del 1594, alla volta del polo. Il bastimento capitanato da lui arrivò fino alla punta settentrionale della Nuova Zembla, e ritornò in Olanda. L’altro prese la via più conosciuta dello stretto di Waïgatz, si spinse a traverso i ghiacci del golfo di Kara, e giunse in un mare aperto ed azzurro, dal quale scoperse la costa russa rivolta verso il sud-est. La direzione di questa costa fece credere che il bastimento avesse oltrepassato il capo Tabis, designato da Plinio, autorità allora incontestata, come l’estremità dell’Asia settentrionale, e che però si potesse