Pagina:Olanda.djvu/41

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zelanda. 29

parola per confutare cogli argomenti della loro modesta esperienza le proposte d’un dotto agronomo di Goes o di Middelburg. Ludovico Guicciardini, gentiluomo fiorentino, autore d’una bell’opera sui Paesi Bassi, stampata in Anversa nel secolo XVI, dice che in Zelanda non v’è quasi uomo nè donna che parli francese e spagnuolo, e che moltissimi parlano italiano. Questa che forse era una esagerazione anche ai suoi tempi, sarebbe, detta ora, una favola; ma è certo però che fra gli abitanti della campagna zelandese si trova una cultura intellettuale straordinaria, superiore a quella dei contadini francesi, belgi e tedeschi, e a quella di molte altre provincie dell’Olanda.

Il bastimento girò intorno all’isola di San Philipsland e ci trovammo fuori della Zelanda.

Così questa provincia misteriosa prima che ci entrassimo, ci parve anche più misteriosa quando ne fummo usciti. L’avevamo attraversata e non l’avevamo vista; ci eravamo entrati e ne uscivamo colla medesima curiosità. La sola cosa che avevamo veduta era che la Zelanda è una provincia che non si vede. Ma s’ingannerebbe però chi credesse che sia un paese misterioso per la sola ragione che è un paese nascosto. Tutto, in Zelanda, è mistero. Prima d’ogni altra cosa, come s’è formata? Era un gruppo di piccolissime isole d’alluvione, non separate che da canali, e disabitate, le quali, come credono alcuni, si son riunite e han formato isole maggiori? o era, come credono altri, terraferma,