Pagina:Olanda.djvu/45

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zelanda. 33

resistenza; anche nelle più belle giornate, la terra esala dei vapori che oscurano l’orizzonte; per parecchi mesi l’aria non ha alcuna trasparenza. Vedranno l’inverno: vi son dei giorni, che si direbbe non s’abbia mai più da rivedere il sereno; l’oscurità par che venga dall’alto, come la luce; il vento di nord-est ci porta l’aria agghiacciata dei poli e solleva il mare con una furia e un fracasso che par che debba subissare le coste.” Qui si voltò verso di me, e disse sorridendo: “Si deve star meglio in Italia.”

Poi si rifece serio e soggiunse: “Però, ogni paese ha il suo male e il suo bene.”

Il bastimento uscì dal Volkerak, passò dinanzi alla fortezza di Willemstad, innalzata nel 1583, dal principe d’Orange, ed entrò nel Hollandsdiep, gran braccio della Mesa, che separa l’Olanda meridionale dal Brabante del Nord. Una grande distesa d’acqua, due strisce oscure a destra e a sinistra e un cielo color di cenere, eran tutto lo spettacolo che si vedeva dal bastimento. Una signora francese esclamò in mezzo al silenzio generale, tirando uno sbadiglio: “Com’è bella l’Olanda!” Tutti risero, fuor che gli Olandesi.

“Eh, signor capitano,” uscì a dire uno riattaccando il discorso, un vecchietto belga, una di quelle cariatidi da caffè che caccian la loro politichina in tutti i buchi: “ogni paese ha il suo bene e il suo male, e noialtri Belgi e Olandesi avremmo dovuto esser persuasi di questa verità, e fare a compatirci,