Pagina:Olanda.djvu/90

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78 rotterdam.

accadere. Portato il feretro al cimitero, tutte le persone del corteggio, prima d’andarsene, gli sfileranno dinanzi e vi getteranno sopra la cenere della loro pipa.

Le ultime volontà del signor Van Klaës furono rigorosamente compiute; i funerali riescirono splendidi e velati da una fitta nebbia di fumo; la cuoca del defunto, che si chiamava Gertrude, alla quale il padrone aveva lasciato, con un codicillo, una rendita considerevole, a patto che vincesse la sua ostinata avversione al tabacco, accompagnava la processione con un sigaretto di carta fra le labbra; i poveri benedissero la memoria del benefico signore, e tutto il paese risonò delle sue lodi, come risuona oggi ancora della sua fama.

Passando lungo un canale, vidi, con nuovi effetti, uno di quei rapidi cambiamenti di tempo che avevo visti il giorno innanzi. Tutt’a un tratto il sole dispare, quell’infinita varietà di colori ridenti si offusca, e comincia a soffiare un venticello d’autunno. Allora alla quiete allegra di poc’anzi succede da tutte le parti e in ogni cosa una sorta d’agitazione paurosa. I rami degli alberi stormiscono, le bandierine dei bastimenti ondeggiano, le barchette legate alle palafitte saltellano, le acque tremolano, i mille oggetti appesi alle case dondolano, le braccia dei mulini girano più rapide; pare che corra per tutto un brivido d’inverno e che la città si rimescoli come se avesse inteso una minaccia misteriosa. Dopo pochi minuti il sole ricompare, e col sole i colori, la