Pagina:Opere (Chiabrera).djvu/82

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del chiabrera 69

0 Anime RrVne
Delle virtù Latine.

Stan lungo d’Ambro i lidi
Di Prospero gli allori 0) »

INtillc armati sudori,

Mille onorali gridi;

E poco dianzi in Campidoglio io vidi
Muovi titoli egregi (a);

E giù da nobil Archi,

Scorno a’barbari Regi,

Tender faretre insanguinate ed archi,

E mille spoglie appese
A più gran Colonnese.

Caro giocondo giorno,

Quando all’amiche voci,

Quando a’bronzi feroci
Tonava il Cielo intorno;

E <li auree gemme, e di ghirlande adorno,
Su candido destriero,

Trionfafòr Romano,

Tiara sua pompa altero

Alla Reggia di Pietro in Valicano:

Dolce pompa a mirarsi,

E dolce ad ascoltarsi.

Allo» tu Pargoletto,

Emnlator paterno,

D’atto valore eterno
Tutto i idra remasti il petto ;

Ma morte il tuo vaio» prese in dispetto.
Dunque alla patria riva
Genie barbara strana
\on condurrai cattiva?

() conversa in dolor gioja Romana,

O glorie, o nostri vanti
Fatti querele e pianti!

Il

PER LATINO ORSINO

DELLA MEKTANA

Che dopo mollo guerreggiare morì eli gocciola.

Or che a Parnaso intorno
Cogliendo io giva del fiorita Aprile
Qual più gemma c lucente,

E nc sperava adorno

(1) Prospero non solfi fu it più famoso tra i Colonna clic
comandarono sotto le bandiere de1 pontefici Alessandro VI,
Giulio II e Leone X, ma è noveralo fra i più grandi capi-
tani die abbia avuto P Italia. Fu tempre al comando dal i.jjfj
a! ìfiaH, nel qnal anno mori, dappoi clic essendo al .servigio
del Duca di .'Villano, e quantunque vecchio cd infermo, ebbe
difeso Milano contro i f rancesi comandati dalP ammiraglio
Bounivel the fu costretto a ritirarsi. — l lidi d1 Ambio, di
«he park» il poeta, indicano la pianura lombarda bagnata dal
Lambro.

(2) Marc1 Antonio Colonna, detto il giovine per distinguerlo
ti.il precedente, capitanò le navi pontificie alla battaglia di Le-
panto (7 ottobre ìSyOj la pili memorabile del secolo avi.
Egli comandò una delle ale dell’armata sotto don Giovanni
tPAustria. Nel suo ritorno a Panna il 16 dicembre, accom-
panato dal senato c dai magistiati clic erano ili ad incou-

It ilio, ed acclamato dal popolo, sali al Campidoglio, c de-
luse in S. Maria d’Araceli i suoi trofei, a sembiauia degli
.1 liciti trionfatoli Romani.

Ad onta della morte il crin gentile
Dell’Italica gente,

Già, lasso me, già non credea repente

l ar di lagrime un fiume,

E pianger deir Italia un si bel lume.

Ma non si tosto ascende

Febo sul dorso a’suoi destrier focosi,

Che insuperabil sorte
Piega grand’ areo, e ’I tende,

E spinge incontra noi strali dogliosi,

E saette di morte :

Forte è fra' venti procellosi e forte
Scoglio fra Tonda insana;

Ma non è forte la letizia umana.

O chiaro, o nobil Duce,

Ben dietro Marte rivolgesti il piede
Per sentier di sudore;

Ma qui tra l’aurea luce
Non fu man pronta a dispensar mercede
Al degno tuo valore;

Ed or. che orrida morte in tetro orrore
Ha tuo guardo sepolto,

IN’è pur piotate in lua memoria ascolto.

È forse fatta ingrata

La bella Italia alla maggior fortezza
De’ Cavalieri egregi?

0 pur stima beata

Per sè medesma la virtute, e sprezza,

Che altri Padorni e fregi?

Già lungo il Xanto infra Tindarei roga
Non fece Achille altero
SulP o.ss i di Patroclo un tal pensiero.

Poscia che i mesti uffici

A fine ei trasse, e co'supremi ardori
Fornì gli alti funesti,

Disse: O Principi amici,

Son di vera virtù premio gli onori
Per l’Anirne celesti:

Su dunque Panni, e sè medesmo appresti,
E con amiche prove

Gli onor ciascun del mio Guerrier rinove.
Quinci bellezze elette,

Heine d’Asia incatenate offerse
A3 giostrator vincenti;

Offerse armi perfette,

Spoglie di gemme e di grand’or cosperse;
Fd a rat or j armenti :

Così dardi volanti, archi possenti,,

E corridor veloci

Mossero in prova i Cavalier feroci.

Ma or di qual pietale,

0 son di qual onor tuoi merli in terra,

0 buon Latin, gradili?

Qual è, che pompe armate
Ti sacri? o Roma, che il tuo cenor serra,
Pur a pregiarlo invili ?

E forse assai, che di Savona a 1 liti
In solitaria riva

Altri nc canti lagrimoso, e scriva ?