Pagina:Opere complete di Galileo Galilei XV.djvu/364

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dovere ch'egli in avvenire con nome di Linceo dovesse chiamarsi; onde allora fu quivi ascritto nella famosissima Accademia de' Lincei, poco avanti instituita dal Sig.r Principe Federigo Cesi, Marchese di Monticelli.

Sopragiungendo l'estate, se ne tornò a Firenze, dove ne' varii congressi de' letterati, che frequentemente si facevano d'avanti al Ser.mo G. Duca Cosimo, fu una volta introdotto discorso sopra il galleggiar in acqua et il sommergersi de' corpi, e tenuto da alcuni che la figura fosse a parte di questo effetto, ma dal Sig.r Galileo sostenuto il contrario; ond'egli, per commessione della medesima Altezza, scrisse quell'erudito Discorso sopra le cose che stanno in acqua e che in quella si muovono, dedicato al suddetto Serenissimo e stampato in Firenze nell'Agosto del 1612: nell'ingresso del qual trattato diede publicamente notizia delle novità delle macchie solari; e poco doppo ristampandosi il medesimo Discorso con alcune addizzioni, nella prima di esse inserì il parer suo circa il luogo, essenza e moto di dette macchie, avvisando inoltre d'aver per mezzo di quelle osservato il primo un moto e revoluzione del corpo solare in sé stesso nel tempo di circa un mese lunare; accidente, benché nuovo in astronomia, eterno nondimeno in natura, a cui perciò il Sig.r Galileo referiva, come a men remoto principio, le cagioni d'effetti e conseguenze maravigliose. In occasione delle dispute che nacquero in proposito del galleggiare, soleva dire il Sig.r Galileo, non vi esser più sottile né più industriosa maestra dell'ignoranza, poiché per mezzo di quella gl'era sortito di ritrovare molte ingegnose conclusioni e con nuove et esatte esperienze confermarle per satisfare all'ignoranza delli avversarii, alle quali per appagare il proprio intelletto non si sarebbe applicato.

Contro la dottrina di tal Discorso si sollevò tutta la