Pagina:Opere di Giovan-Batista Gelli.djvu/72

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Talpa.
E che erba e che semi e che frutti produce ella per sè medesima, non essendo ajutata da l’arte, che sieno nutrimento atto e conveniente a la conservazion de la vita de l’uomo, ed al mantenimento de la temperatura de la complession sua?
Ulisse.
Non si dice egli, che quelle prime antiche genti di quella età, che fu chiamata de l’Oro, vivevan cosi?
Talpa.
Eh, Ulisse, tu fai profession di savio, e poi credi queste favole?
Ulisse.
Orsù, quando e’ sia anche vero quello che tu di’, questa fatica che l’uomo ha a durare per lavorare e cultivare la terra, e potare e custodire le vite, ed annestare i frutti, non arreca ella seco tanto diletto e piacere, che si può dire che la natura l’abbia data a l’uomo per un suo spasso, e perchè e’ non abbia a vivere in ozio, e per bene ed utile suo? E che sia il vero, vedi quanto largo premio di frutti ella rende dipoi a le fatiche sue. Onde non par che si ritruovi cosa più dolce che l’agricoltura. Ed oltre a questo, l’ha fatto perchè l’uomo abbia dove dimostrare l’ingegno e l’arte sua, e come egli è da più che non siete voi altre fiere.
Talpa.
Anzi perchè non si riposi mai, e non abbia mai un’ora di bene. Ed oltre a questo, per tribolarlo più, gli ha aggiunto il timore de le carestie; di modo che, come la terra per i tempi contrarj non rende un anno così largamente i frutti suoi come ella suole, ei vive tutto quel tempo in paura ed in timore di non si avere a morire di fame, e non mangia mai boccone senza mille guai: la qual cosa non avviene a noi, che quando pure manca de le cose nel luogo dove noi siamo, ce n’andiamo in un altro facilissimamente.
Ulisse.
Si che noi non sappiamo ancor noi far venire de le cose di quei paesi dove n’è abbondanza, quando e’ n’è carestia ne’ nostri.
Talpa.
E con che fatica e pericolo di mare e di terra, e con che inquietudine d’animo! che è quello che importa più. O bástiti questo, che la vita vostra non è altro che un continuo combattimento or con una cosa ed or con un’altra; si che voi avete ben ragione di piangere quando voi nasce-