Pagina:Opere di Mario Rapisardi 5.djvu/123

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Libro terzo, Ode VII. 123


Di Peleo parlagli già già nel Tartaro
    Mentre da Ippolita magnesia ingenuo
        Fugge; e muove il mendace
        20Storie che falli insegnano.

Ma invan: ch’egli, íntegro finora, ascoltalo
    Di scoglio icario più sordo. Guárdati
        Ben tu, che non ti aggradi
        24Troppo il vicino Enípeo:

Benchè non vedasi chi del par sappia
    Cavalli volgere sul’erba marzia,
        Nè chi nel tosco fiume
        28Nuoti egualmente celere.

Non prima scendano l’ombre, tu sérrati
    In casa, e al querulo canto del flauto
        Non guardar giù, ma resta
        32Dura a chi dura appéllati.