Pagina:Opere di Mario Rapisardi 5.djvu/205

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AVVERTENZE.



Ho imitato l’asclepiadeo maggiore (I, 11. 18. IV, 10) con un doppio quinario sdrucciolo, intramezzato d’un quinario tronco, che fa le veci del coriambo. Per cavarne una qualche armonia, occorre dividere il verso in tre battute, così p. e.

O Varo, altr’arbore / pria non piantar / del sacro pampano.

Negli endecasillabi del sistema saffico primo ho posto ordinariamente la pausa alla quinta, raramente, a via d’eccezione, alla sesta e alla settima sillaba, confortato dall’esempio d’Orazio, che ben quarantotto volte si giovò della così detta cesura femminile.


CORREZIONI


Pag. 26. V. 10. Perchè rendessi le furate vacche,
„ 41. V. 3. Da greco orcio il caval, dove fu posto,
„ 62. V. 4. Ma scemò tali furie la sola
„ 67. V. 4. E dei prenci le gravi amistanze.
„ 82. v. 11. Suscita con la cetra e ognora l’arco
„ 94. V. 13. La stella nostra con incredibile
„ 98. V. 9 e segg. Tu per balze erme, ebbro, d’innocuo
Legame di vipere stringi
Alle fiere Bistonidi il crine.


LICENZA


“C’est en dehors des lois que vous faites, pédants,
Que plane l’harmonie aux grands hymnes grondants;
Et le papier réglé par une main classique
Est du papier réglé, mais n’est pas la musique.„

V. HUGO. L’Ane, VI. pag. 71.