Pagina:Opere di Mario Rapisardi 5.djvu/96

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96 Le Odi di Orazio


        Largo favor sollecito,
Contento assai dell’unico Sabino.
        Giorni a giorni succedono,
16Affrettansi a morir le nuove lune,

        E tu già presso al funebre
Giorno, a segar dài marmi, e del sepolcro
        Immemore, ecco, edifichi
20Palagi, e là di Baja al mar sonante

        Ti affanni i lidi a smuovere,
Non assai ricco della ferma sponda.
        Che vai, se le contigue
24Siepi sforzando, il tuo podere allarghi,

        E de’ clienti il limite
Scavalchi avaro? Andran da te scacciati
        Moglie e marito, i patrj
28Numi recando e i lerci figli al seno,

        Ma non però più stabile
Destinata aula il padron ricco aspetta
        Nel paese del rapido
32Orco. Ed oltre che speri? Equa la terra