Pagina:Opere di Niccolò Machiavelli VI.djvu/178

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158 la mandragola

mo di Firenze; l’altra, la voglia che lui e lei hanno di avere figliuoli, che, sendo stata sei anni a marito e non avendo ancor fatti, ne hanno, sendo ricchissimi, un desiderio che muoiono. Una terza ci è, che la sua madre è suta buona compagna, ma la è ricca, tale che io non so come governarmene.

Siro
Avete voi per questo tentato per ancora cosa alcuna?
Callimaco
Sì ho, ma piccola cosa.
Siro
Come?
Callimaco
Tu conosci Ligurio, che viene continuamente a mangiar meco. Costui fu già sensale di matrimoni, dipoi s’è dato a mendicare cene e desinari e perchè gli è piacevole uomo, messer Nicia tien con lui una stretta dimestichezza, e Ligurio l’uccella; e benchè nol meni a mangiare seco, li presta alle volte danari. Io me lo son fatto amico, e gli ho comunicato el mio amore, lui m’ha promesso d’aiutarmi con le mane e co’ piè.
Siro
Guardate e’ non v’inganni: questi pappatori non sogliono avere molta fede.
Callimaco
Egli è il vero. Nondimeno, quando una cosa fa per uno, si ha a credere, quando tu gliene communichi, che ti serva con fede. Io gli ho promesso, quando e’ riesca, donarli buona somma di danari; quando non riesca, ne spicca un desinare ed una cena, chè ad ogni modo non mangerei solo.
Siro
Che ha egli promesso insino a qui, di fare?
Callimaco
Ha promesso di persuadere a messer Nicia che vada con la sua donna al bagno in questo maggio.
Siro
Che è a voi cotesto?
Callimaco
Che è a me! Potrebbe quel luogo farla diventare d’un’altra natura, perchè in simili lati non si fa se non festeggiare. E io me n’andrei là, e vi condurrei di tutte quelle ragion’ piaceri che io potessi, nè lascerei indietro alcuna parte