Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/280

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che l’Imperadore contro i libidinosi promulgò leggi severe, e molti furono puniti capitalmente. Parlando Teofane di severità non rileva il giusto giudizio di Procopio sulla indecenza della pena. Cedreno aggiunge una esasperazione peggiore, dicendo che ad altri fece inserire acute canne entro il canale dell’uretra; ed abbiamo da Zonara, che ad uno, il quale gli rappresentava quanto ciò fosse detestabile, Giustiniano rispose: se costoro avessero commesso un sacrilegio, non s’ avrebbe dovuto tagliar loro le mani?

10.° Del rapire le sostanze de’Senatori per qualunque titolo, altrove ancora Procopio ha parlato. Rispetto al farsi Giustiniano erede con falsi documenti e pretesti, noi qui aggiungeremo soltanto il seguente passo di Agazia, che parla di Anatolio, curatore della casa imperiale, e che fu principale strumento di questo genere d’infami rapine: Uomo ingiustissimo costui, dice questo Scrittore, il quale di moltissimi portò via i beni, spesso attaccando o carta di titoli, o pezzi di porpora alle case dei ricchi; e predicando il loro animo benevolo verso Cesare, di questa maniera rubò ogni cosa, sfacciatamente violando, ed abolendo le volontà dei defunti, e calpestando le leggi, le quali vogliono che i figliuoli adiscano in eredita le sostanze paterne. Ed è a notarsi, che nella Novella 28 Giustiniano dichiarò a nissuno essere lecito attaccar titoli agli altrui fondi o case; questa essendo prerogativa del fisco, delle case imperiali, nostre e della piissima Augusta! ! Oltre Anatolio, fu di queste iniquità ministro non meno scellerato certo patrizio Elerio di nome, il quale, dice Evagrio, non omettendo alcun genere di calunnia, vivi e morti spogliò delle loro sostanze in nome della Corte imperiale, a cui, regnando Giustiniano, fu preposto.

11.° Seguono i nomi di alcune più distinte persone state vittime delle rapine di Giustiniano. Taziano fu ricchissimo uomo, e maestro degli officii, a cui veggonsi indirizzati rescritti sì da Giustino, che da Giustiniano medesimo. Demostene fu prefetto del pretono sotto entrambi questi Imperadori. Non si sa chi fosse Ilara. Basilio, e Giovanni suo figliuolo furono sì ricchi,