Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/493

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essendosi per l’alluvione perdute molte ben lavorate campagne, e vedutesi strappate dalle radici viti, olivi, ed innumerabili piante d’ogni genere; e distrutte case prossime alle mura della città; ed ampiamente cagionate agli indigeni mille calamità diverse. Per le quali tocco di compassione l’imperadore Giustiniano, venne in deliberazione di quanto sono per dire. Fatto tagliare quel bosco, e strappare tutte quelle canne, fece spedita al fiume la via, onde libero corresse al mare; nè più s’alzasse fuori del letto, ed inondasse il paese all’intorno. In oltre fatti aprire in mezzo i monti, che minacciosi soprastavano, dove pendevano precipizii e dirupi aprì una strada comoda ai carri; onde succede che gli abitanti non abbiano per lo più alcun bisogno di passare quel fiume, come dianzi: al quale avendo anche fatto fare due ponti larghissimi, ognuno può passarlo con tutta sicurezza.


CAPO III.


Riparazioni fatte a Nicea e a Nicomedia. Ponte sul Sangaro. Strada consolidata. Pizia ornata di palazzo, di bagni, e di tempio.


Nè è da tacersi i benefizii suoi verso Nicea, città di Bitinia. Primieramente rifece ivi un acquidotto rovinoso, e divenuto inutile: con ciò somministrando a quella città larga copia di acqua. Indi vi fabbricò tempii, e monasterii, quali per le femmine, quali pe’ maschi. Rinnovò da’ fondamenti il palazzo, di cui una parte era già ca-