Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/81

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dall’amore accecata, che lo faceva conoscere a tutti. Belisario stesso, mentre erano a Cartagine, una volta manifestamente vide la cosa; ma lasciossi ingannar dalla moglie, nè mal volentieri. Il fatto seguì di questa maniera. Avendoli trovati insieme entrambi in certa camera sotterranea, ne fu furente; e non per questo Antonina si mise in paura, nè cercò di nascondersi; ma franca disse: qui mi sono io venuta con questo giovinetto per nascondervi ogni più preziosa parte delle spoglie raccolte, onde non abbia l’Imperadore ad averne mai cognizione. Così finse ella la cosa, ed egli mostrò di crederla, e se ne lasciò persuadere quantunque avesse osservato, che dal disordine delle vesti di Teodosio ben altro si comprendeva essersi fatto: tanto amava egli la moglie, e tanto glie n’era cara la benevolenza, che piuttosto volle credere non esser vero quanto co’ suoi occhi avea veduto.

Di questa maniera crescendo ogni giorno più la lasciva condotta di Antonina, tutti gli altri la contemplavano silenziosi. Pur fuvvi una servente, chiamata Macedonia, la quale, quando Belisario ebbe debellata la Sicilia, in Siracusa al padrone, fattolo prima giurare che non l’avrebbe scoperta alla moglie, tutta la tresca palesò, citando anche a testimonj due camerieri. Udito il fatto Belisario a due delle sue guardie ordinò che ammazzassero Teodosio; ma questi ebbe sentore della cosa, e scappò ad Efeso. Imperciocchè quelli che stavano intorno a Belisario, conoscendone l’animo volubile, preferivano l’obbligarsi la moglie, anzi che parere di cercarsi come cortigiani la grazia del marito. Per