Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/103

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LIBRO PRIMO 83

pure altro tempio a lei consacrato nella città di Comana, da non confondersi con questo della Tauride, e vo a dichiarare in che modo stia la cosa.

IV. Oreste partitosi dalla Tauride con la sorella infermò, ed invocato sul malor suo l’oracolo ebbe a risposta che risanerebbe sol quando avesse eretto altro tempio a Diana in luogo simigliantissimo a quello della Tauride, e, quivi tagliatasi la chioma, dato gli avesse nome acconcio a tramandare alla posterità la memoria dell’operato. Il supplichevole adunque trascorrendo le vicine terre giunse nel Ponto, e vedutovi erto e scosceso monte colle acque dell’Iri alle falde, giudicollo essere il sito indicatogli dal vaticinio, il perché di botto fecevi sorgere un tempio ed una città, nomando l’uno e l’altra Comana1 in obbedienza ai voleri del nume. Aggravando però, anzi che cedere, il malor suo, egli estimò non ancora paga la Dea, e proseguendo a correre il paese rinvenne alla fin fine il luogo in tutto corrispondente a quello della Tauride. Io mi sono dato più volte a considerarlo con grandissimo stupore, e tanta apparivami la simiglianza tra loro, che non sapeva distormi dall’essere colà, vedendovi e monte dell’egualissima forma del Tauro, e fiume, il Saro, modello perfetto dell’Eufrate. Oreste pertanto edificò pur quivi altra bellissima città e due tempj, l’uno a Diana

  1. (1) Questa era detta Pontica per distinguerla dall’altra esistente nella Cappadocia. Avevano poi entrambe un grande sacerdozio in onore di Bellona o Diana, il cui pontefice non cedeva in dignità agli stessi cappadoci monarchi.