Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/124

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104 GUERRE PERSIANE

frontiere del romano imperio, dove sorge Elefantina1.

IX. In questo intervallo menan lor vita parecchie nazioni, ed anche i Blemj ed i Nobati, frequentissimi popoli; i Blemj sonvi al centro, ed i Nobati alla riva del Nilo2; né già un tempo i confini dell’imperio erano gli stessi che oggi, ma si proseguiva a camminare sette altre giornate per arrivarvi. L’imperatore Diocleziano visitando que’ luoghi, considerato lo scarso loro profitto in causa delle pochissime terre coltivabili, estendendosi la scogliera all’ intorno del Nilo per lungo tratto nel suolo, ed il molto danaro che richiedeva il mantenimento dei presidj, e di soprappiù che i Blemj stanziati nei dintorni della città d’Oasis3 predavano

  1. (1) Tolemeo e Strabone non parlano che d’un’isola di questo nome. Leggiamo parimente in Plinio ( lib. v, cap. 9): Elephantis insula intra novissimum catarracten quatuor mìllia passuum, et supra Syenen sexdecim millia habitatur, navigationis Ægyptiacae finis. Mela però (lib. i, cap. 9) fa menzione anche della città esistente nell’isola coll’egual nome: Nilus, dice, usque ad Elephantidem urbem Ægyptiam atrox adhuc furvensque decurrit. Leggiamo in Tacito che Elefantina e Siene costituivano, vivendo Tiberio, i limiti del romano imperio, trasportati di poi al mar Rosso. ( Annali ).
  2. (2) Uno dei maggiori fiumi del mondo. Vedi le lettere di Gio. Batt. Ramusio, e di Girolamo Fracastoro, per tacere di quanto ne scrissero con diligenza somma i viaggiatori moderni.
  3. (3) Chiamata da Strabone Auasis. Il qual nome orientale sembra derivatole dall’aspetto che prende veduta da lunge, e tradurrebbesi in italiano pelle di pantera; formando i suoi fabbricati sull’arida e sterile terra una punteggiata superficie non dissimile nell’effetto al mantello della prefata belva. In essa fu