Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/138

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118 GUERRE PERSIANE

degli statuti nazionali disadatto al regno. Il perché dopo molto consigliarsi a vicenda fu risoluto innalzare al trono il costui figliuolo, Cavado nomato dall’avo, dichiarandone il padre tutore, e reggente della monarchia. Eglino poscia, informatone Bazes e sollecitatolo a prestarvi il suo consentimento, indagavano assidui la opportunità di giugnere al divisato scopo. Ma Cosroe, risapute le insidie, fe subito uccidere il reggente, la prole maschile di lui, gli altri fratelli, e tutti i grandi avvolti nella congiura, essendovi tra questi Aspebedo suo zio materno.

II. Di tutti i figliuoli di Bazes rimaneva non pertanto ancora il solo Cavado, pargoletto a que’dì, ed allevato da un canarange per nome Adergudunibade, al quale non volendo il re fare oltraggio, siccome colui che per l’età andava esente da ogni suspicione, contentossi ordinare la morte del fanciullo. Il canarange disvelò tal comando, gravissimo al cuor suo, alla moglie ed alla nutrice, e quella, udendolo, sciogliesi in pianto, ed abbracciandone le ginocchia il prega e supplica di risparmiare l’innocente. Fu risoluto adunque crescerlo con tutta la possibile segretezza, e dire a Cosroe che avesse per adempiuto ogni suo volere : e tanta cura si pose nel celare la bisogna, che nessuno, all’infuori del figlio loro Varame e di un servo, arrivò mai a penetrare dov’e’ si fosse. Trascorsi molti anni il canarange per tema non addivenisse palese la costui esistenza, aiutatolo di danaro e d’ogni corredo necessario alla vita, il fece riparare alla meglio sotto nuovo cielo.

III. Sin qui i complici tennero per modo l’arcano