Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/362

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336 GUERRE VANDALICHE

sdegno contro Goda, lietissimi corronne il mare : Giustiniano poi deliberato avea che andasser colà Valeriano e Martino coll’ordine di apportare nel Peloponneso e di attendervi la rimanente oste.

III. Se non che montati i due capitani sopra le navi, ricordatosi l’imperatore di qualche dimenticanza nel comunicar loro i suoi ordini, mandò richiamandoli indietro : ma ripensando al tempo stesso che non sarebbe di felice augurio quella chiamata, spedì altri messi a ridirsi del comandamento, i quali di tutta carriera pervenuti alle navi con alta voce imposero ad entrambi di rimanere. Il grido però da taluno fu interpetrato quasi maledizione uscita inconsideratamente della bocca imperiale, per cui venisse loro interdetto il ritorno alla patria terra. Ma se in allora ebbevi chi propendesse a credere scopo della imprecazione Valeriano e Martino, l’avvenuto poscia gli avrà mostrato quanto il pensier suo fosse lunge dal vero. Potremmo invece con miglior fondamento congetturare che il presagio riguardasse un soldato1 di Martino, il quale aspirando alla tirannia ribellò dall’imperatore, nè più rivide Bizanzio : se di questa fatta però o in differente modo sia uopo spiegare la faccenda, lascio ad altri con piacere la decisione, e mi fo a narrare la partenza di Belisario e dell’esercito pe’ lidi africani.

  1. (1) Stotzas è nomato da Cousin.