Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/451

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

LIBRO SECONDO 427

detto prole della terra. Coll’andar poi degli anni vi passò dalla Fenicia stessa Didone con una colonia, ed il nuovo popolo bene accolto mercé sua parentela, vi si fermò, ed ebbe il permesso di fabbricare Cartagine, la quale tanto crebbe in potenza e gente, quanto voleavi per guerreggiare i medesimi ospiti suoi , avvegnachè molto più antichi possessori di que’ luoghi, ed obbligarli a ritirarsi ben lunge da loro. Ma dopo che i Romani, impareggiabili nelle armi, estesero le proprie conquiste su quella parte del mondo, assegnaronne ai Maurusii gli estremi confini, e fecersi tributarii i Cartaginesi con tutti i popoli sotto la costoro giurisdizione. Finalmente i Maurusii riportate molte vittorie contro i Vandali signoreggiarono la Mauritania, che dallo stretto arriva sino alla città di Cesarea, ed altre regioni. Ciò basti sulla origine di tal gente.


    derli. Ercole obbligato ( da Euristeo ) a lottare con lui, alzatolo di terra, a forza di pugni lo ammazzò : ché se toccato avesse il suolo, era proprietà sua di ritornare robustissimo, per la qual cosa alcuni lo dissero figliuolo di Tellure ( Bibl., lib. ii, tr. del cav. Comp. ) V. Parimente Diodoro Siculo (Bibl. St., lib. vi). Clipea è detta Aspis da Polibio, da Appiano, da Agatemero, e da Irzio africano. » V. inoltre Strab., (lib. vi).