Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/521

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LIBRO SECONDO 497

cosiffatto arnese »? Alla qual voce il tiranno di subito portò la mano, su cui riposava da prima l’orecchia destra, alla sommità del capo, moto quasi diremmo inspiratogli dall'alto per manifestare all’insidiatore il luogo ch'e’ dovea trafiggere. Costui pertanto dirizzatovi il colpo fecegli balzare in terra insiem colle dita parte del cervello. Pietro allora nel traDibusto esortò con sonora voce Artasiro a non indugiare nel condurre a fine la impresa: quando poi Gontari così malconcio fe prova di levarsi in piedi, Artabano, sedutogli a lato, strinse la sua larghissima spada, e conficcogliela sino all'elsa nel fianco destro, tal che vennegli di botto meno la vita Uliteo al punto stesso tirò un colpo di spada ad Artasiro, ma costui, schermitolo coll'armato braccio, rimeritò l'assalitore con una pronta morte. Oltre di che Pietro ed Artabano dato di piglio alle spade, questi del tiranno e quegli d'Uliteo, uccidono i cavalieri ivi raecolti; similmente gli Armeni ad un tanto scompiglio introdottisi nel cenacolo taglianvi a pezzi, secondo gli ordini avuti, i Vandali e gli amici di Gontari. Le truppe infine all'annunzio della costui morte, avendo il più di esse militato sotto Areobindo, corsero in copia a dichiararsi per gli Armeni, e tutte da ultimo riconosciuto Giustiniano signor loro, acclamaronlo Callinico, ovvero sia, con romano termine, vincitore; la qual voce rimbombando nella città mosse i benevoli di lui a far impeto ad un'ora contro i ribelli ed a spegnerli entro le proprie case, ove sorprendevano gli uni abbandonati al sonno, gli altri seduti a mensa, e non pochi

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