Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo III.djvu/27

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LIBRO PRIMO 19

mal trattamento fatto degli ottimati de’ Gotti, deliberò per la sua conservazione ridurre il regno e gl’Italiani sotto l’imperiale corona. Il senatore Alessandro a quei dì erasi trasferito in Italia, viaggiando co’ prelati Demetrio ed Ipazio, per commissione di Giustiniano, il quale consapevole che il vascello di Amalasunta pervenuto nel porto d’Epidanno ivi attendeva, e costei sebbene trascorso lungo tempo proseguiva a dimorare nella sua reggia, avea ordinato al senatore d’investigarne minutamente gli affari per quindi informarlo di tutto. Apparentemente poi e’ mandava quest’ambasceria all’uopo di significarle che di mal animo soffriva la repulsa avuta a Lilibeo, come narra il precedente mio libro 1, l’operatosi dal comandante di Napoli, Uliare, accusato di avere accolto col regale consenso dieci Unni disertati dall’africano esercito e condottili nella Campania, e finalmente le barbarie commesse dai Gotti, in guerra co’ Gepidi, presso di Sirmio contro Graziana città posta nei confini dell’Illirio. L’imperatore adunque inviò il foglio apportatore di tali rimbrotti col mezzo di Alessandro, e costui arrivato a Roma ed accomiatatosi dai vescovi colà rimasi per dare compimento alla mandata loro, corsa la via di Ravenna ed ottenuta udienza da Amalasunta d’ascoso comunicolle i segreti colloquj di Giustiniano, ed in palese le presentò la lettera imperiale che qui riportiamo.

III. “Il forte di Lilibeo toltoci ingiustamente è tuttora guardato dalle vostre armi, nè sin qui vi siete com-

  1. Guerre Vandaliche, lib. II.