Pagina:Opere di Raimondo Montecuccoli (1821).djvu/65

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Ved. Memorie parte i, e Puffendorff de rebus Svecicis. P.

23 Ferdinando II ebbe in arme cento cinquantamila uomini, senza altri trentamila che gli somministrò la lega cattolica. Tal forza andò così rapidamente declinando, che diminuita assaissimo negli ultimi anni dello stesso Ferdinando II, vie maggiormente si estenuò sotto Ferdinando III, e si annientò quasi sotto Leopoldo. Montecuccoli si trovò nella epoca della decadenza dell’Austriaca monarchia, sicchè ebbe quasi sempre a combattere con forze tenui ed inferiori. Le sue guerre furon sempre difensive, e non decorate di quell’esteriore apparato di gloria che è nel conquistare. P.

24 Vedi Commentarii dell’Autore lib. iii. P.

25 Non permetteva la necessaria brevità dell’Elogio d’indugiarsi sulle prime campagne della guerra d’Ungheria. La Transilvania, che il Turco voleva dipendente da se, e l’Imperatore libera, fu occasione che si venisse a manifesta rottura fra le due monarchie. Alcuni reggimenti cesarei, condotti alle frontiere della Transilvania dal Montecuccoli, avevano prevenuto qualunque movimento de’ Turchi. Ma un ordine della corte, obbligandolo a retrocedere, disfece quasi quel piccolo, ma sufficiente esercito, e lasciò esposta la Ungheria. I Turchi ne profittarono. Appresso le epidemie, la peste stessa introdotta nel campo cesareo; la mala fede degli Ungheri che negarono di ricever presidii e somministrar genti; l’alienazione de’ Transilvani; la discordia de’ generali imperiali, furono i motivi della non ottima fortuna della campagna seguente. Una falsa voce di pace divulgata da’ Turchi, e creduta dagli Austriaci, persuase Cesare a disarmare. I Turchi entrarono nella Ungheria con centomila uomini, e non si poterono opporre a tanta forza che seimila soldati appena, e