Pagina:Opere di Raimondo Montecuccoli (1821).djvu/76

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sostituzione de’ bastioni triangolari alle torri degli antichi. Il rimanente delle opere non è in sostanza che una riproduzione ed imitazione di quel primo disegno. Dileguata la opinione che ne attribuisce la prima invenzione o all’Ussita Ziska, o a’ Turchi d’Otranto, opinione nata per false descrizioni, è dimostrato per innegabili testimonianze, che ella appartiene al lodato Sanmicheli, che ne fece il primo sperimento nel recinto della sua patria. Egli fu, quanto all’operare, il Vauban de’ suoi giorni. Sono, per cosi dire, innumerevoli le fortezze che egli edificò o restaurò nello stato Veneto, nell'Ecclesiastico, nel ducato di Milano, nella Morea, in Candia, ed in Cipro. L’arte nata con lui, e da lui tanto esercitata, fece in breve tempo rapidi e insigni progressi. Questa compendiata storia della moderna architettura militare, non è che un epilogo breve ed imperfetto di una dissertazione dell’egregio ed eruditissimo signor conte Angelo Scarabelli, professore di architettura civile e militare nella università di Modena, premessa alle sue lezioni. Avrei potuto colla sua scorta parere erudito con poca fatica, ma ho preferito di esser breve. Bastami di asserire sulla fede indubitabile del lodato scritto, corredato di tutti gli argomenti della evidenza, che non rimane alcun dubbio, che gli Italiani siano gli inventori e creatori della nuova maniera di fortificare, comecché non vogliasi negar la lor lode ai Francesi, che l’hanno condotta a nuovi termini di perfezione. P.

33 Se le azioni del MONTECUCCOLI fossero state scritte colla diligenza di quelle del Turenna, vedremmo troppe occasioni, nelle quali egli ebbe da contendere colla invidia e la emulazione. Nondimeno que'pochi documenti della sua vita che ci restano, dimostrano abbastanza quanto tentassero i malevoli e gl’invidiosi di oscurare