Pagina:Opere di Raimondo Montecuccoli (1821).djvu/85

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

65

il mondo, che al primo e maggiore fra gli uomini, per essere di Dio solo minore e secondo1! E dove cogliere palme più nobili, più ricche, e più commode, che in racquistare l'usurpato, scorrere vaste province, secondar l'invito degli oppressi, i vaticinii de'savii, il corso delle riviere! Inimicizia sola meritevole dello sdegno d'un Cesare2, d'un Leopoldo spirante tutto vigore, generosità, grandezza nello splendore degli occhi, nella vivacità della faccia, nell'età florida, nell'ammirabil tempra; primo nel nome e nelle gesta, il quale dopo aver restituito con l'armi i regni ai Re3, e con feconda prole i Re ai regni; dopo aver fatto prova del favor divino, e del valor de'suoi eserciti contro a' barbari4, proseguirà con celesti auspicii il corso delle sue non meno che delle pubbliche felicità, e 'l diviso imperio della terra, al cui dissidio dierono due magni Costantino occasione5,

  1. Colimus Imperatorem, ut hominem Deo secundum, et solo Deo minorem; sic enim omnibus major est, dum solo Deo minor. TERTULL. ad Scap., c. II. M.
  2. Aquila non captat muscas. M.
  3. Quot regnas annos, tot reges restituisti. Caesaris est annos sic numerare suos. CART. M.
  4. Nelle guerre degli anni 1661, 62, 63 e 64. M.
  5. «Ahi Costantin di quanto mal fu matre.....» DANTE inf. M.
Vol. I. 9