Pagina:Opere scelte di Ugo Foscolo I.djvu/209

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quasi insuperabile scoraggiamento; e accusa quel silenzio della mente, che ne pone in ceppi le facoltà, nè però le distrugge1. Ma la mente di lui, ricuperata la elasticità, non più ristette, fino a tanto che non ebbe asseguito lo scopo; nè forza nè interesse umano valsero a stornarlo dalle sue meditazioni2.

XIV. Lo intelletto in entrambi tenne virtù da’ naturali ed inalterabili movimenti del loro cuore. Il fuoco di Dante fu più profondo e concentrato; più di una passione non ardeva in quello ad un tempo; e, se Boccaccio non caricò la pittura, Dante, per più e più mesi dopo morta Beatrice, ebbe sentimento ed aspetto di selvaggio3. Petrarca fu agitato insiememente da differenti passioni: si risvegliavano queste, ma si attutavano pure l’ima con l’altra; e il suo fuoco, più che bruciare, risplendeva, e riboccava da un’anima inetta a tutto soppor-

  1. Dante, Vita nuova.
  2. Poggio, — Dante. Purg. cap. xvii.
  3. «Egli era già, sì per lo lacrimare e sì per l’afflizione, che al cuore sentiva dentro, e sì per non aver di se alcuna cura di fuori, divenuto quasi una cosa salvatica a riguardare, magro, barbuto, e quasi tutto trasformato da quello, che avanti esser soleva; in tanto che il suo aspetto non che negli amici, ma eziandio in ciascun altro a forza di sè metteva compassione». Boccaccio, Vita di Dante.