Pagina:Opere scelte di Ugo Foscolo I.djvu/25

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inoltre temperante de’ cibi, e assai ritenuto nel bere. Tocco da qualche occasione d’allegrezza la significava libera e sincera; ma nè i modi, nè il viso furono mai in lui dirotti. Amò il vestire pulito, ma non caricato nè molle. E della moda seguì più presto il comodo che le apparenze.

Sommamente commendabile è poi nel Foscolo la sua inflessibilità di carattere; imperciocchè non mai contraddisse nè cogli scritti nè colle azioni alle massime da lui professate in principio, tuttochè messo a prova da una gran varietà di fortuna, e talvolta ancor dal bisogno1. Una certa naturale sprezzatura di

  1. * Hanno preteso e pretendono alcuni che il bisogno lo stringesse a fuggire di Milano nel 1814 disperato e indebitatissimo. A noi piace invece di far conoscere a’ nostri lettori che da una lettera alla più volte citata amica sua, e dotata dal 1 Febbraio 1815, che abbiano sott’occhio, appare tutto il contrario, qualora non vogliasi contraddire che le lettere agli amici intimi non sieno valido documento a manifestare sinceramente lo stato dell’animo e delle cose di una persona — Eccone lo squarcio che secondo noi basta a smentire l’imputazione de’ mal prevenuti, tratti forse in inganno da qualche falsa apparenza — «Non vi dirò bugia; le cose mie vanno male, non però mi trovo in bisogno, anzi sono ancora in istato di trovarmi presto pari in dare ed avere; e quel molto o poco che mi avvanzerà basterà o saprò farmelo bastare. Oltre a questa ragione il progetto che io vado maturando di lasciare l’Italia e provvedere alle mie faccende nelle isole greche m’impedirebbero di contrarre