Pagina:Opere scelte di Ugo Foscolo I.djvu/71

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mo; tenta di mirare oltre il velo che ravvolge il creato: e quasi per compensare l’umano genere dei destini che lo condannano servo perpetuo ai prestigi dell’opinione ed alla clava della forza, crea le deità del bello, del vero, del giusto, e le adora; crea le grazie e le accarezza: elude le leggi della morte, e la interroga e interpreta il suo freddo silenzio: precorre le ali del tempo, e al fuggitivo attimo presente congiunge lo spazio di secoli e secoli ed aspira all’eternità: sdegna la terra, vola oltre le dighe dell’oceano, oltre le fiamme del sole, edifica regioni celesti, e vi colloca l’uomo e gli dice: Tu passeggerai sovra le stelle; così lo illude, e gli fa obliare che la vita fugge affannosa e che le tenebre eterne della morte gli si addensano intorno; e lo illude sempre con l’armonia e con l’incantesimo della parola. La ragione che avvertita continuamente delle alterne oscillazioni del piacere e del dolore, equilibra e dirige per mezzo del paragone e della esperienza tutte le potenze della vita, ove fosse destituta della parola, non sarebbe prerogativa dell’uomo; ma, come negli altri animali, ridurrebbesi all’istinto di misurare i beni ed i mali imminenti con la norma delle