Pagina:Opere varie (Manzoni).djvu/589

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Brusuglio, presso a Milano, 22 settembre 1823

         Pregiatissimo signore,

Le debbo grazie singolari per l'onore ch'Ella mi ha fatto di ripubblicare quel mio inno, per le copie che rne ne ha voluto trasmettere, e singolarissime poi per la lettera con la quale si è degnata accompagnarle. La lunghezza nella quale prevedo che trascorrerà questa risposta, Le sarà una prova, forse troppo convincente, del conto ch'io faccio e della lettera e della occasione per essa offertami di trattenermi con Lei.

Il componimento che me l'ha procurata, non era da prima mia intenzione di pubblicarlo, se non quando avessi potuto dargli qualche altri compagni; per servire al desiderio di alcuni amici, senza dar fuori al pubblico sì poca cosa, ne feci tirare un picciolissimo numero di copie. Non ne avendo alcuna qui in villa, mi do invece l'onore di trasmetterle quell'una che mi trovo avere di due versioni latine che ne furon fatte; lodate entrambe dagli intendenti per un diverso genere, di merito. Eccole tolto lo scrupolo d'essere stato il primo a pubblicarlo: ma in verità se la cosa fosse stata così, Ella non dovrebbe sentire altro scrupolo che di aver troppo solleticato il mio amor proprio, col farsi editore d'un mio componimento.

Le rendo pur grazie dell'avermi Ella creduto degno di sentire il nobile ed affettuoso pensiero, col quale Ella ha cercato di raddolcire l'afflizione del suo amico, che Dio ha visitato con severa misericordia: e se mi verrà il caso, le protesto che mi varrò di quel pensiero come di cosa mia, poichè Ella me ne ha così gentilmente messo a parte.

E grazie pure (è forza ch'io ripeta questa espressione, poichè Ella me ne moltiplica le occasioni), grazie pure le debbo ch'Ella m'abbia avvertito dello svarione topografico incorso nel viaggio del Diacono ravennate. Al leggere il luogo della sua pregiatissima che tocca questo punto, io andava pensando come mai potessi esser caduto in quell'equivoco, quando ho immaginate e cercate di descrivere le posizioni quali Ella le indica, e quali sono in fatti. Mi sono poi avveduto che l'equivoco in quelle parole: Alla destra piegai verso aquilone: ed è nato dall'aver io, scrivendole, dimenticato affatto che in quel momento io rappresentava il viaggiatore tornato indietro dalle Chiuse verso l'Italia. Non badai a quella sua situazione accidentale, e lo immaginai rivolto con la persona verso il campo di Carlornagno, dove, per dir così, guardavano i suoi disegni. Se Adelchi avrà vita per una seconda edizione, io approfitterò del cortese suo avviso: così si fosse Ella compiaciuta di correggervi errori di maggior momento.

Ma in quel troppo indulgente giudizio de' miei pochi e piccoli lavori drammatici, Ella ha anche lasciato trasparire un'opinione poco favorevole, o almeno un presagio di poca durata, al sistema di poesia, secondo il quale quei lavori sono concepiti. Cos'ha mai fatto? Con due righe di modesta dubitazione se n'è tirate addosso Dio sa quante, Dio sa quante pagine, di cicalamento affermativo. Nella sua gentilissima lettera Ella ha parlato d'una causa, per la quale io tengo, d'una parte, che seguo; e questa parte è quel sistema letterario, a cui fu dato il nome di romantico. Ma questa parola è applicata a così vari sensi, ch'io provo un vero bisogno d'esporle, o d'accennarle almeno quello ch'io c'intendo, perché troppo m'importa il di Lei giudizio. Oltre la condizione comune a tutti i vocaboli destinati a rappresentare un complesso d'idee e di giudizi, quella, cioè, d'essere intesi più o meno diversamente dalle diverse persone, questo povero romanticismo ha anche de' significati espressamente distinti, in Francia, in Germania, in Inghilterra. Una simile diversità, o una maggior confusione, regna, se non m'inganno, in quelle parti d'Italia dove se n'è parlato, giacché credo che, in alcune, il nome stesso non sia stato proferito, se non qualche volta per caso, come un termine di magia. In Milano, dove se n'è parlato più e più a lungo che altrove, la parola romanticismo, è stata, se anche qui non m'inganno, adoprata a rappresentare un complesso d'idee più ragionevole, più ordinato, più generale, che in nessun altro luogo. Potrei rimettermi a qualche scritto, dove quelle idee sono esposte e difese molto meglio di quello