Pagina:Ordini di cavalcare (1571).djvu/35

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PRIMO 19

[Forma di seguir nel disciplinarlo.]Et in quei giorni che userete questo, dovete anchora andare in altra parte di trotto, da dritto in dritto, per uno spatio di meza, & al più di una picciola carriera & lo tenerete sopra il pendino, over fra gli ultimi due terreni; appresso pian piano facendogli star in dietro da quattro passetti, che staranno poco più o meno di cinque palmi; & parimente dapoi pian piano tornãdosi tornandosi tornandosi al medesimo luoco, lo fermerete, & in quel tempo che state fermo, per un pezzo accarezzatelo con la man man della bacchetta sopra il collo. Et in questo andar di trotto tornerete da dodici fiate, in cambio di quelle tre volte, che voi gli mancaste, che furono dodici torni. Però sempre lo andare & tornare si vol fare sopra la stampa delle prime pedate, & in ogni termine poi voltandolo giusto, con le braccia ordinatamente come gia dissi, & dirò pure dove accade. Et se il Cavallo, avanti che arrivi a quel numero, andasse bene & giusto, non vi bisognerà travagliarlo, ne più seguire avanti: ma lo lascerete con quella buona bocca.

[Quando il caval va duro, o abandonato sopra la briglia.]Ancora è da notarsi, che quanto più egli vien duro & appoggiato abandonandosi sopra la briglia, tal che al caminar, et quando posta, vi sforza la mano, tanto maggiormente dovete spesso, ogni fiata che si ferma, farlo rinculare in dietro alcuni passetti, & con quelli da poi ritornarlo avanti, pure a quel sogno: et s’egli in cio viene difficile, o forse non vi consente, vi accaderà castigarlo nel modo che si dira nel secondo libro.

[Modo di dar gli le posate.]Quando egli stara ben fermo & sicuro a quel parare, lo aiuterete al tener con la voce, & a tempo di sproni pari, & con la bacchetta nella spalla destra, et rade volte nella sinistra, & fara le postate, & come le sapra ben fare, al fine del trotto anderete alcuna fiata di galoppo, & così al fin di esse lo aiuterete nel pẽdino, che le fara similmente con piu facilita, et co i falchi come conviene. Et fin tanto che verrà facile a posare, il travaglierete a questo; & quando intenderà bene le posate, le gli starete stare tre, o almeno due, & ivi accarezzãdolo vi fermarete un pezzo.

[Castigo, quãdo quando quando fa le posate troppo alte.]Et se stara le posate troppo alte, overamente non staranno giuste, & con tutte quelle parti che a loro convengono, & voi lo castigherete a tempo in quello instante di sproni, & forse anco di bacchetta ne i fianchi: & dapoi tantosto il dovete un’altra volta rimettere avanti, a misura di un corto repolone; ma in quell’essere che si fermi lo aiuterette di voce, & bisognando anco, si aiuterà di polpe di gambe, o di sproni, o di bacchetta nella spalla, & più & meno puntamente secondo che la necessità vi dimostra, che così verra corretto, giusto, & fermo a farle, et con ordine grande, tal che sempre che udirà quel modo di voce, egli poi si alzerà quante volte vorrete, & ancor senza che si rimetta avanti, si potrebbe ivi castigare della maniera c’ho detto, & castigato ch’egli sara, voltarlo, caminando per la medesima pista che fece, & appresso ritornar di trotto a pararlo pur di sopra quel pendino, dove fu la prima parata; & in questo tante volte tornando, fin che fara bene; & facendo bene quanto più lungo

spatio