Pagina:Ordini di cavalcare (1571).djvu/61

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

SECONDO 45

[Modo p per per dar lena, e forza al cavallo: e si corregge, quãdo quando quando si batte co’ piedi a’ ferri.]Oltre a’ torni che ho detto avanti, & vi dimostrerò anco appresso, i quali mirabilmente danno lena, & appoggio, aggiustando, & alleggerendo il Cavallo, potrebbesi o più o meno di dieci giorni ogni mattina salire intorno ad un miglio per un a gran salita di passo furioso quanto lo può soffrire, & appresso per la medesima strada scendere; & se questo luogo fosse rotto a solchi traversi, tanto piu egli alzarà le braccia. però allora si vuol andar misuratamente, & non così veloce, che lo condurrete non solo a quell’effetto, ma tutti gli ordini, che v’ho detto, & vi dirò, egli sara dapoi molto gagliardo, & allenato, & con più giustezza di bocca: & se si batte co i piedi ai ferri, & mani dinanzi, salendo in questo modo, si correggerà di sorte, che non si toccherà così spesso. & di tal vitio ne parlerò tosto più largamente.

[Aiuto dell’acqua, acciò ch’ei levi ben le braccia, e le spalle.]Et per far ch’egli lievi bene le braccia, & le spalle, non poco li gioverà farlo spesso andar di trotto dentro dell’acqua in alcun fiume, overo in mare.

[Misura de’ torni, come debbono darsi, & in che numero.]Non lascerò un’altra volta di ricordarvi, che si facciano girãdo girando girando i nostri torni in due giri solo, & che ciascun di loro sia in tondo da ducento cinquanta palmi; & che sin tanto che il Cavallo siara ben disciolto di braccia, & di gambe, & fermo di testa, et intenda il parare, & le volte all’una, & all’altra mano, siano di trotto nella maiese, così come pure ho detto; & che in quella si stampino del garbo che presto vi faro vedere. [Quanti torni fanno una volta.]Et notate, che due torni per banda, che son quattro quarti, s’intende solo una volta, & sino alle quindici volte, et meza, che sono sessantadue torni, è numero cõveniente conveniente conveniente ad ogni particolar Cavallo di gran lena, & di qualsivoglia età robusta. nõdimeno nondimeno nondimeno al generale non vi partirete dal numero di undici volte, & meza, che vi dissi avanti: benche ad alcuni rari Cavalli di tanta estrema forza, & altri, che parimente sono gagliardi, & mal creati, & avezzi alla libertà, per fargli suggetti, & ponergli al giusto, alcuna fiata se gli potrebbono donare non solo quindici, ma trenta volte: & meza (che seno cento ventidue torni ) & questo rade volte accade, perche seguendolo spesso sarebbe cagione di debilitargli la spina di meza, & totalmente annullargli in ogni membro la sua virtu, conforme al ferro, che non meno si consuma adoprandosi più del dovere, che dalla rugine, quando non si adopra: & dal troppo travagliar viene, che molti di loro se dal principio si cavalcano insino a i quattro o cinque anni, dimostreranno forza mirabile, & dapoi al tempo, che sì per la lena, & sì per la età il valore, & la possanza doverebbe farsi maggiore, si vede il contrario, con con infinita fiacchezza. benche il più delle volte senza questo travaglio si suol sempre scoprire la debilità del Cavallo (quando è naturale) come egli entra ne i quattro anni, insino a i sette; & la cagione è questa, perche da principio ogni Cavallo va timido del Cavaliero che gli sta sopra, & unisce tutto il valor suo, & va vigilante, & sensitivo, & parerà forte: ma poscia che si assicura con l’huomo, quando si opra non si sforzerà, ne fara più quella gagliardezza, come era solito in quei primi giorni, et mesi che si cavalcava; ma

dimo-