Pagina:Ordini di cavalcare (1571).djvu/64

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
48 LIBRO

[di gran senso, mal cavalcato , e che si pon su la mano, se gli debbono dar i torni di passo.]no in su la mano , & tirano via, il che di rado aviene, non dovete dare i torni ne di trotto, ne di galoppo, ma glieli darete leggiermente di passo, & a poco a poco, dapoi che saranno per alcuni giorni assicurati bene, voi da loro stessi gli lascerete aviare al trotto.

[Che i torni non si debbono fare in un sol giro.]Vi guarderete di fare i torni, cosi come alcuni usano, d’una sola stampa d’un giro, che per molte ragioni essendo il Cavallo giovene, questi lo potrebbono impedire, et accorare, et condurlo in qualche tema; che giunto che fosse dove suol voltarsi, volendolo fare avanti, si potrebbe confondere, et farsi restio, o almeno non si farebbe cosi giusto, & ordinato come gli conviene ; benche a Caval vecchio, & di buon senso alcuna fiata lo concederei, quando fosse duro di collo, & duro alla volta, & anco per mostrare, che quantunque si variasse la forma de i torni, egli si ritroverebbe sempre in un tuono.

[Quãdo Quando Quando si arriva co’ piedi alle mani, e ferri dinanzi.]Alcun Cavallo giovene sara, che a i torni di trotto, o di galoppo, o pur quando egli va da dritto in dritto si suole arrivare co i piedi alle mani, & ferri dinanzi. Per tanto dico, che allora si vuol serrar di dietro piu corto del dovere, & non bisogna darsegli tanta furia, ne tanto numero di torni, perche cavalcandosi spesso, con la lena gli crescerà la forza, et secondo che quella cresce, cosi se gli crescerà la fatica, & la velocità del caminare, o di trotto, o di galoppo. Et oltre a ciò gli suol giovare il piu delle volte che egli si arrivi castigarlo a tempo di sprone dalla parte contraria del torno che sarà ; & se caminando in qualunque modo da dritto in dritto si toccasse, si può anco correggere di sprone da quella banda del ventre, dove egli tiene il collo piu duro, & alcuna fiata si potrebbe castigar di bacchetta dall’una o dall’altra parte della spalla. Et similmente molto gli giova farlo andar di trotto, & di galoppo in qualche luogo che sia pieno di molte pietre; & non havendo questa commodità, potrete far seminare ne i torni da palmo a palmo assai pietre di ogni maniera picciole, mezane, & grosse, che son certo che il Cavallo caminerà sì disciolto, leggiero, avanti, & sì bene accorto, & attentato, che di rado si batterà co i piedi di dietro le mani dinanzi. Però s’egli tiene mal’unghie, anzi se non sono molto perfette, per dubbio che non gli venga il falso quarto, questo non non gli sarebbe a proposito, ma con dargli a poco a poco lena, & ben da mangiare, et non avilendolo con la soverchia fatica, ne essasperandolo con con la troppa furia, & a tempo castigandolo, come ho detto, son certo che piglierà forza, & alfine quanto piu si batte con con i piedi, & con le mani, tanto maggiormente si troverà corretto. Di piu dico che se a i torni vi fossero da parte a parte cavati alcuni fossetti, o gradoni, lo fara destro a non toccarsi. Et ancora quando esso ha tal difetto è bene che si passaggi spessa di sbiaso a traversio per gli solchi di una maiesie molto fonda. Et vagliavi il vostro discorso, che di quelli modi che correggono il Cavallo che si batte, ne userete quello piu, che conoscerete che alla sua complessione sarà piu atto a castigarlo: che quantunque sieno tutti per-

fetti,