Pagina:Osservazioni intorno alle vipere.djvu/11

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DI FRANCESCO REDI. 13

Seder tra Filosofica Famiglia.

E se bene Giovan Battista Odierna in una sua curiosissima lettera al dottissimo Marc’Aurelio Severino scritto avea, di aver dato a mangiare ad un gatto un bocconcino di pane intinto nel fiel della Vipera senza vedersi effetto di veleno, con tutto ciò questa sola esperienza non era abile ad atterrare l’opinione di tanti Dottori massicci, e principali; oltre che il vedersi giornalmente, che i gatti trescano con le lucertole, co’ ramarri, e co’ serpi, e se gli trangugiano, ancor che Alberto Magno con magistrevole insegnamento lo neghi, potrebbe forse persuadere, che il gatto non fu animale proporzionato per fare una cotale esperienza, si come proporzionato non fu ancora quel pollo, a cui il suddetto Severino fece inghiottire un fiele, perche da i polli comunemente si mangiano le lucertole, le serpi, i ragnateli, ed altri animali velenosi.

Se ne stava in questo mentre ad ascoltare colà in un canto Iacopo Sozzi cacciator di Vipere, uomo da esser paragonato con gli