Pagina:Otello - La tempesta - Arminio e Dorotea, Maffei, 1869.djvu/350

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
336 la tempesta.

D’umane crëature un tal germoglio
Col capo uscente dal torace? Eppure
L’un su cinque oggidì dei pellegrini
Fassi mallevador di somiglianti
Meraviglie.

                       alonso.
                   Sia pur! m’assido a mensa,
E le vivande gusterò. Non fosse
Che per l’ultima volta, a me che monta?
I miei begli anni già passar.... Fratello!
Duca! fate altrettanto.
                     (Lampi, tuoni.)


Entra ARIELE in figura d’Arpia, sbatte le ali
    sulla mensa, e in singolar modo sparisce il
    banchetto.


                        ariele.
                                         Una ribalda
Triade voi siete, e quel destin che regge
Questa umil terra e quanto in sè raguna
Fece voi ributtar su questa piaggia,
Deserta dalla ingorda onda del mare,
Che mai sazio non è, come non degni
Dell’umano consorzio. ― Io v’ho confusi!
(vedendo Alonso, Sebastiano e gli altri metter mano alle spade)
Una temerità pari alla vostra
Mena l’uomo al capestro o in mar lo affoga.