Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/212

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XXXIII

SIRMIO


Ecco Catullo che è attivato alla sua casa. Egli non era aspettato, ma trovò tutto in assetto perché i servi dicevano che un giorno il dominus sarebbe ritornato alla casa da cui giovanetto era partito.

Incantato alla vista della casa dei padri, Catullo diceva:

— Questo è il mio tetto, questo è il mio letto, questa è la mia stanza dove dormii giovinetto. Voi avete tenuto tutto in ordine, tutto pulito, per il vostro signore: io, Catullus, io il dominus, io l’herus: voi i servi! Le siepi di mortella! i vialetti dei cipressi! Potevate tutto saccheggiare, tutto lapidare perché non sapevate se e quando sarei ritornato. Ah, buoni servi! Chi bene serve, bene sarà servito: chi comanda crudele, sarà punito.

— Benvenuto, benvenuto signor padrone — dicevano i servi; e gli pareva fosse la casa, fosse il lago, fosse il cielo a fargli accoglienza. Quasi gli veniva da piangere.

— Non sarà mica venuto per tornar via un’altra volta?