Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/226

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non per questo noi domanderemo di sedere nel congresso dei gran personaggi che si vantano di avere giudizio.»

Si vedeva la luna. Era quella che splendeva in Bitinia? Che ne dite? È luna crescente? È luna calante?

Il lago non rideva più, non sospirava nemmeno. La luna era tramontata come nella canzone di Saffo. Le stelle del cielo trapuntavano il lago.

Che bel dormire! E in pace dormire!

Si addormentò infine, e gli parve aver fatto lunghissimo sonno, quando si destò. Oppure era stato destato nel sonno?

Fuori della finestra il cielo appariva di un lieve chiarore di perla. Era appena la pavida luce dell’alba che assai presto, assai presto, sul finire del maggio o al principiare del giugno, si sveglia per venire ad aprire le finestre del cielo per il sole che arriva.

Un lieve rumore lontano lo cullava come la melodia dei rosignoli nel mese di maggio, e cosi dolcemente che quasi si riaddormentava.

Quel rumore si avvicinava. Distinse uno scricchiolio lieve, poi più forte, più forte. Stette in ascolto: riconobbe quel suono. Il cuore gli si mosse e tremò. Balzò!

Era il sandalo d’oro di lei.

Un gran biancore, una forma feminea ap-