Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/71

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V

DELL’IMPAREGGIABILE BELLEZZA

DI LESBIA


Se avete udito questa dama ragionare di politica e poesia, non è che essa fosse una «bas-bleu», o una «femme savante», o una «mulier diserta», come dicevano i latini: ridicola generazione di donne, le quali essendo per natura prive di grazia e perciò mancando di uomini, trovavano rifugio nella politica o fra le muse.

Questa dama fu abbondevole e di grazie e di uomini.

Questa dama era di gran paraggio perché moglie del console di Roma che si chiamava Metello Celere.


Da secoli e secoli lei riposava sotto lo schermo del soave nome di Lesbia, quando la vennero a svegliare. Ciò avvenne nel tempo che i nostri studiosi andavano in cerca delle vestigia della veneranda Eliade e Roma. Viaggiavan l’Oriente, frugavano nei monasteri, cercavano persino nelle tombe per scoprire i grandi morti, e adoravano quelle reliquie pagane