Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/88

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VIII

LA CANZONE DI SETTIMILLO


Da quel bacio che Lesbia portò a Catullo, molti altri baci, e « gioiose cose avvennero ». Lo dice lui stesso, e fa proprio piacere sentire una creatura che proclama la propria felicità.

«Felici giorni di sole per te, Catullo, risplendettero».

«Tu andavi dove lei ti conduceva. Per quelle cose che tu volevi, lei non diceva di no. Ah, giorni felici di sole risplendettero veramente, Catullo, per te».

«Lei non diceva di no». Come è detto graziosamente! Giacomo Leopardi sarebbe stato consolato per tutta la vita se quella signora che lui per estrema delicatezza nasconde sotto il nome di Aspasia gli avesse detto di si. E non ne ebbe nemmeno un bacio.

«Io ti ho dato», dice Clodia, «giorni solari: la notte tenebrosa, per i miei baci è a te diventata solare».

«Cosi è veramente, o mia Lesbia», risponde Catullo.

Giorni solari, e notti anche di più. Sempre