Pagina:Panzini - Il romanzo della guerra, Milano, Lombardo, 1914.djvu/13

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Fu il 30 giugno, giorno degli esami al Politecnico: uno studente trentino giunse in ritardo. Aveva quasi le lagrime agli occhi per la commozione. La sera precedente — mi pare — era scoppiata la notizia della tragedia di Seraievo: l’arciduca Francesco Ferdinando da Este, l’erede al trono d’Austria, era stato assassinato.

— Giustiziato!

— Come crede lei, mio caro giovine, risposi. — Posso convenire con lei che la violenza rimane una delle cose più positive del mondo: ma i suoi frutti non mi piacciono.

— La storia del mondo procede per atti di violenza!

— Lo so; ed appunto per questo non è un’allegra storia. E quella povera arciduchessa?