Pagina:Panzini - Novelle d'ambo i sessi.djvu/118

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106 novelle d'ambo i sessi

non isbàglio, nel 1916 quando dopo due anni della guerra orrenda potè dire:

— Questo non lo avrei mai creduto!

Si parlava della Germania.

*

Al contrario di certi uomini di scienza che trattano gli uomini di lèttere come una zoologia inferiore, egli era urbanissimo; anzi se mi vedeva un libro in mano, appariva festevole e mi chiedeva: “Che libro ha?„. E si compiaceva nell’aprire il libro e rinnovare la conoscenza con Dante, Machiavelli, Leopardi che egli onorava moltissimo, benchè.... benchè questi studi non fossero esenti dal perìcolo di privare l’uomo di quella esattezza, di quella normalità di cui il suo sorriso era indizio.

Questo benchè lo dico io.

Non egli disse, nè io osai insinuare per domanda.

Egli, pur conversando dottamente di Dante, del Machiavelli, del Leopardi, pur signorilmente sorrideva; e quel sorriso mi pareva come la lastrina di cristallo delle preparazioni scientifiche, che concede di vedere, ma impedisce il contatto. Egli vedeva l’umanità attraverso una lastrina di puro cristallo.