Pagina:Panzini - Novelle d'ambo i sessi.djvu/194

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182 novelle d'ambo i sessi


Sul comò, allo scendere della sera, una lampada ad olio svolge le carezze della pura luce entro le linee di una testa piegata, coronata di spine. È un gran Cristo spirante, chiuso entro una teca.

La balia, che non ha fatto scuole, non vuole entrare nella stanza della nonna dove c’è quella testa spirante. Ha paura. La nuora, che ha fatto molte scuole, non poteva vedere quel Cristo spirante. “I vivi, — ella diceva, — vogliono camminare, oggi, senza la compagnia dei morti. E l’olio, — aggiungeva, — si dà ai mobili e non alle lampade.„

Ma il bimbo non ha paura. Sorride. Fa con la manina “Addio, addio, addio!„ a Colui che è effigiato or come infante, or come uomo trafitto e coronato di spine.

E ogni sera che il bimbo si addormenta, la nonna gli canta una vecchia nènia in cui risuona la voce di quaranta anni fa, quando così, similmente, addormentava nella cuna il figlio suo. Et libera nos a malo! Tutti gli angioli! e i cherubini con le teste bionde e con le spade sono attorno alla cuna. O vane spade, o dolci fantasmi biondi del cielo! Grosse lagrime scendono giù per il volto del Cristo spirante.