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34 novelle d'ambo i sessi


— Illustre professore, venga, — disse il dottorino. Fulai lo seguì.

Il professor M*** era lì. Fulai si sentì avvolto nella virile canizie di quell’uomo. Lo sentì parlare con dolcissimo sorriso. Un balsamo di parole.

Mai Fulai aveva rivolto la parola ai letterati e poeti, morti e vivi, con tanta dolcezza

Lo stupirono anche le parole di lui.

— Caro collega, — disse, — il nostro dottore (e accennava il dottorino) pecca dell’entusiasmo dei neofiti. Mi permetto di parlare così perchè fu mio scolaro. Egli vive chiuso nel laboratorio, ed ha l’illusione di guardare gli uomini mentre questi in realtà sono lontani. In verità egli non guarda che cavie e conigli. Lo sperimentatore di laboratorio non prende dalla natura ciò che egli vuole. Più modestamente: lo sperimentatore imita la natura quanto meglio può. Ora le malattie degli uomini sono tutt’altro che gli esperimenti che noi vogliamo. È la natura che ci impone le malattie, e noi, per tentare di imitarle, dobbiamo prima un po’ sapere in che consistano e a quali leggi soggiacciano. Certo queste leggi esistono; ma sono ardue a conoscere ed impongono a noi medici la più gran modestia di pretese. Subtilitas naturae subtilitatem argumentandi multis partibus su-