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150 i trionfi di eva

che domani quelle mille futili e preziose cose sarebbero per lei state altrettanti bisogni.

Sapeva che fra poco avrebbe dovuto riprendere la vita umile, laboriosa, parsimoniosa di prima, e non se ne sentiva più la forza.

Anzi la vita insino allora condotta, virtuosa ed attiva, le parve una vita sciupata.

Sì, vita sciupata!

***


Fu in cotale stato dell’animo che Mrs. Evelyne disse a Nadina che quella sera si sarebbe andati au Gymnase.

Cleo de Merode, l’étoile belge, questa splendida incarnazione della bellezza muliebre, vi si produceva per una delle ultime sere.

Il Gil Blas ne faceva una descrizione meravigliosamente estetica, piena di affascinanti particolari.

Nadina protestò debolmente. Non le pareva conveniente che due signore sole andassero ad una rappresentazione del demi-monde, e tentò di dissuadere la signora.

Ma ella rispose con un americano e imperioso io so che, tradotto, voleva dire: io conosco l’ambiente e non voglio osservazioni!

Quella sera Nadina attendeva su di una poltroncina,