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156 i trionfi di eva


Il giovane rispose con un sorriso.

Ma Nadina non disse nulla: gli occhi di lui, pur nell’inchino, pur nell’atto servile di aprire lo sportello della vettura, erano fissi su lei, audacemente fissi, ed ella li senti penetrare come pugnali con questa domanda: «Dunque?»

***


— Voi siete molto pallida, mia cara ragazza — disse Mrs. Evelyne quando la vide comparire al mattino seguente — ma permettete che ve lo dica: quel pallore e quell’aria truce da giustiziera vi danno un fascino irresistibile. Ah! se fossi nata uomo non so quali follie avrei commesse in vostro onore! (questo insieme all’altro «voi non sembrate nè meno italiana» erano le due supreme espressioni di lode che Mrs. Evelyne rivolgeva a Nadina — ambedue non bene accolte). Se non vi dispiace, affrettatevi. Ho dato appuntamento alle undici da Pasquin. (Si trattava di uno sfarzosissimo abito in grande scollato che Mrs. Evelyne aveva commesso per una serata di gran ricevimento in casa di una famiglia americana).

Nadina era ben pallida! E in verità solo al mattino aveva velato le pupille. Un senso di nausea avea tenuto agitate le belle membra per