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190 i trionfi di eva

stronomi piace assai la carne quando essa è sanguinolenta e sopra con grandissima cura vi spargono alcune stille di acerbo limone, così a molti umani il piatto della vita non piace nè altrimenti diletta se esso non è cosparso di molto sangue e di molte rodenti lagrime. E mancando l’altrui, bevesi il proprio sangue: bevonsi le proprie lagrime! E come vi è colui che fa piangere, così vi è colui che dedica la sua vita alla missione di asciugare le lagrime; nel modo medesimo che vi è chi insudicia la via e chi la scopa: che vi è l’inventore dei proiettili avvelenati e vi è l’inventore dell’antisepsi: che vi è il microbo infame che uccide e il microbo che guarisce: e l’uno e l’altro hanno ragione, perchè l’uno e l’altro fanno il loro dovere e mestiere, e dall’insieme risulta questa che noi, in mancanza di una definizione più precisa e scientifica, chiamiamo «Vita». E benchè paia contraddizione, non è: o almeno il giorno in cui gli uomini si avvedessero di questa meravigliosa contraddizione, essi cesserebbero dal vivere!

A queste sublimi considerazioni filosofiche si può arrivare tanto col grande studio quanto con la grande ignoranza, come era il caso di quella rozza gente in quella bottega.

Il comm. Fabrizi ci arrivava un po’ in ritardo, ma ci era arrivato a questa perfetta cognizione del meccanismo recondito della vita!

Tuttavia l’abito professionale per quel che ri-