Pagina:Panzini - Trionfi di donna.djvu/61

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il trionfo della penna d’airone 57


Ma un bel giorno — dico — Regina dichiarò lei stessa che, ebbene sì, lei era innamorata del Torri.

La Reginella allora licenziò la sua corte.

***

Da quel giorno la penna d’airone fece rare e rapide comparse nei corridoi: pareva mortificata.

Platone e Tucidide vennero provvisoriamente abbandonati.

Il professore di filologia classica non vide più al primo banco gli occhi di Regina, impassibilmente stupefatti all’udire tutta la roba che egli poteva tirar fuori da una semplice e nuda radice di sanscritto.

L’eco del suo gaio riso si spense fra i corridoi clamorosi.

***

Questo piccolo incidente di cronaca studentesca sarebbe passato del tutto inavvertito da Leo, se gli amici non glielo avessero detto:

— Va là che ha scelto proprio bene, quel clericale in mala fede, quel famulo del Santo Uffizio, quell’ignobile referendario della Sacrestia! Evidentemente l’amore fa delle combinazioni chi-