Pagina:Panzini - Trionfi di donna.djvu/74

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70 i trionfi di eva

questo voi altri nella vostra sconfinata presunzione maschile non la capite — per fare una di queste due cose bisogna averci l’istinto.

Gli occhi di Regina così parlando balenarono di pianto: e in omaggio all’antico assioma che l’ira muliebre domanda sempre una vittima, prese il guanto e se lo strappò.

Leo, il parsimonioso, Leo, lo spirito esatto, si chinò e raccolse il guanto.

— Quando sarò deputato, signorina, giuro che sosterrò la legge americana sulle promesse di matrimonio non mantenute. Contenta così? Intanto prenda il suo guanto.

— Scherzi pure, caro signore, che ne val la pena! E non le ho detto ancor tutto. Deve sapere che io per amore di lui non ho potuto prendere la laurea, e adesso che son giù di studi, ho paura di non poterla prendere più, e tutto questo perchè? Perchè in vece di studiare per me, mi sono messa a lavorare per lui.

— Ma se io per quasi un anno la vedevo così assidua alla Biblioteca a studiare! — disse Leo.

— Bravo! appunto quello! Sa, è vero, come fanno adesso i professori giovani a far carriera? Fanno certi lavori che un tempo li eseguivano i vecchi eruditi, quando avevano perso il vigore e non erano più buoni da niente e non sapevano come impiegare gli ultimi anni. Si pigliano dei codici, delle stampe rare e si comincia a fare uno spoglio di citazioni, di varianti, di virgole.