Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/117

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x. - Effetti di Scaricalàsino 101


E anche Pisa non avevo mai veduto; ma mi piaceva nominarla in latino: Pisae-Pisarum, e la vedevo con tante galee antiche; àuree, rosse su per l’Arno azzurro: e il cimitero di Pisa non avevo mai veduto, e lo vedevo come un gran porto silenzioso e adorno, dove approdàvano coloro che avèvano navigato.

Allora domani andremo a Pisa.

Era questione di far venìr sera nell’interminàbile giornata di Scaricalàsino, poi chiùdere òcchio, la notte.

Mi fu indicata l’osteria del Ramazzotto; e quell’ostessa mi assicurò che in un’ora mi avrebbe preparato delle tagliatelle, e un pollastrino su la graticola.

— Lei, intanto, — disse — vada a vedere i monti.

Ripresi il cammino per sentieri e prati attorno a Scaricalàsino. Vecchie e donzelle erano ancora accoccolate sui greppi a intrecciare la pàglia.

C’era la donzelletta e c’era la vecchierella incontro là dove si perdeva il sole oramai, come nella poesia del Leopardi. Ma allora capii perchè Leopardi si annoiasse tanto a Recanati, sino al punto da fare, a vent’anni, della filosofia su la donna.